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Tripode
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top
Il mwewtripode (mwfain greco antico τρίπους?, trípous, da τρι- = tre e πούς = piede) era nell'mwfqantica Grecia un recipiente a tre piedi che si poneva sul fuoco per scaldare l'acqua. I tripodi venivano offerti come dono agli dei (il "tripode sacrificale" era un particolare tipo di mwfgaltare), agli ospiti e agli atleti vittoriosi. Avevano grandi varietà di forme, ma tutti avevano la caratteristica di poggiare su tre piedicite-ref-1[1]. In genere, erano forniti di «orecchie», una sorta di anelli che servivano da maniglie e, a volte, di una piantana centrale di sostegno che si aggiungeva alle tre gambe.

Contents

Note

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Il tripode nel mondo omerico ed esiodeo

In mwhgOmero ricorrono frequenti menzioni all'offerta del tripode in segno di mwhwospitalità o di mwiaelogio o quale premio ai vincitori degli mwiqagoni atletici.

La funzione premiale non era limitata alle sole competizioni atletiche ma si estendeva anche agli agoni poetici. Ce lo testimonia mwiwEsiodo, in un suo famoso passo,cite-ref-2[2] quando ci narra che, traversato l'mwkaEuripe in cerca di gloria, ottenne, grazie a un mwkqinno, la vittoria di un «tripode orecchiuto» da lui poi consacrato alle mwkgMuse mwkwelicone, sue maestre nell'arte poetica.cite-ref-3[3] Sono costumi che, come vedremo, si trasmetteranno anche ad epoche successive. Ma sappiamocite-ref-4[4] anche di tripodi finemente decorati o recanti iscrizioni, destinati ad mwnaofferte dedicatorie agli dei anche autonomamente da contesti competitivi.

Il tripode delfico

Il tripode più famoso era quello dell'mwnworacolo di Delfi, sul quale sedeva la mwoaPizia durante la rivelazione dei responsi oracolari. La seduta era una lastra circolare posta sulla sommità del tripode, su cui, in sua assenza, era adagiato un rametto di mwoqalloro, associato ad mwogApollo, a significare la consacrazione dell'oggetto al dio.

Il mwpamito di mwpqEracle che contende il tripode ad Apollo compare sulle mwpgpitture vascolari in epoca più antica rispetto alle prime manifestazioni letterarie scritte. Raffigurazioni vascolari con il motivo mitico della mwpwcontesa del Tripode appaiono nello mwqastile geometrico, ma la sicura identificazione dei due contendenti nella coppia Eracle-Apollo diviene certa solo a partire dal VI secolo a.C.cite-ref-5[5]

Il tripode delfico è il simbolo della polis magno-greca di Krotoncite-ref-gruppoarcheologicokr-it-6-0[6], in quanto la tradizione antica vuole che la città sia stata fondata da coloni mwsgAchei dopo il responso della mwswPiziacite-ref-7[7], ed in quanto tale rappresentato sulle monete della zecca krotoniatecite-ref-8[8]; ma vi è anche l'ipotesi che si tratti di un'offerta votiva dopo la mwvavittoria sul fiume mwvqTraente su mwvgSybaris. Dal 1903 è stato assunto come unico simbolo grafico nello mwvwstemma della città contemporanea di Crotonecite-ref-gruppoarcheologicokr-it-6-1[6].

Il tripode di Platea

Famoso era anche il mwywtripode di Platea, legato alla mwzaomonima vittoriosa battaglia, realizzato con la decima parte del bottino sottratto allo sconfitto esercito mwzqpersiano. Consisteva in un mwzgbacile d'oro, sostenuto da un mwzwserpente bronzeo a mwaatre teste (o tre serpenti intrecciati), sulle cui spire era mwaqincisa una lista delle mwagmwawpoleis che avevano avuto parte nella mwbaguerra contro i persiani. Il bacile d'oro fu trafugato dai mwbqFocesi durante la mwbgguerra sacra mentre il supporto tripodale fu rimosso dall'imperatore mwbwCostantino e traslato a mwcaCostantinopoli, dove, quantunque danneggiato e privo delle teste dei serpenti, una delle quali si trova nel mwcqmuseo archeologico di Istanbul, è ancora visibile nell'mwcgAtmeidan, l'mwcwIppodromo di Costantinopoli. L'mwdaiscrizione, tuttavia, è stata recuperata nella sua quasi interezza.

Gli agoni drammatici

I tripodi, come detto, continuarono ad assolvere una funzione premiale nei contesti mwfqagonali, come ad esempio nelle mwfgDionisie, gli agoni mwfwdrammatici in onore di mwgaDioniso: il mwgqcorego vincente, un facoltoso cittadino ateniese che si faceva carico della spesa di scritturazione e addestramento del mwggcoro, riceveva in premio una corona e un tripode che poi, alla maniera di Esiodo, avrebbe dedicato a qualche dio o installato su una base di marmo eretta in forma di piccola mwgwmwhatholos. Questi monumenti, in gran numero, andarono ad affollare un quartiere di mwhqAtene, chiamato per questo la mwhgstrada dei tripodi.

Una di queste costruzioni, il mwiamonumento coregico eretto da Lisicrate per commemorare la vittoria in un agone drammatico nel mwig335 a.C., è visibile ancor oggi ma il disegno del tripode mwiwsommitale, ora mancante, è stato variamente immaginato dagli studiosi fin dal XVIII secolo.

Connessioni con pratiche oracolari e sciamaniche

Si è sostenuto, da parte di alcuni studiosi, che l'uso del tripode dedicatorio fosse molto antico e che fosse anche associato con gli mwjgoracoli e l'mwjwoltretomba. Lo si è congetturato specialmente per via della tradizione sull'oracolo delfico, in cui la mwkaPizia viene descritta, durante lo svelamento oracolare, come se fosse posseduta da una sorta di mwkqmwkgtrance indotta da vapori provenienti da una cavità del sottosuolo.

Lo studioso mwlaMartin Litchfield West individua nella sibilla delfica molti tratti in comune con le mwlqpratiche sciamaniche, probabile retaggio di pratiche provenienti dall'mwlgAsia centrale. Cita ad esempio l'uso di mwlwprofetizzare in posizione stante su un bacile retto da un tripode, lo stato di trance mwmaestatica, le espressioni inintelligibilicite-ref-9[9].

Secondo mwngErodoto,cite-ref-10[10] i tripodi di vittoria non venivano portati via dall'area del santuario ma lasciati invece sul posto per consacrazione.

The seat was formed by a circular slab on the top of the tripod, on which a branch of [[Bay laurel|laurel]] was deposited when it was unoccupied by the priestess. In this sense, the tripod was sacred to [[Apollo]]. The [[mytheme]] of [[Heracles]] contesting with Apollo for the tripod appears in vase&#x2D;paintings older than the oldest written literature.<ref&#x3E;Vase&#x2D;paintings with the mythic motif begin in [[Geometric Style]], but the identifications of Heracles and Apollo become certain only in the sixth century. {{Cita libro |autore=[[Walter Burkert]] |titolo=Homo Necans |anno=1982 |traduzione=Peter Bing |editore=[[University of California Press]] |anno=1983 |pagina=p. 121, and bibliographical note |lingua=en}}</ref&#x3E; Another well&#x2D;known tripod was the [[Plataean Tripod]], made from a tenth part of the spoils taken from the [[Persian Empire|Persia]]n army after the [[Battle of Plataea]]. This consisted of a golden basin, supported by a [[bronze]] [[Serpent (symbolism)|serpent]] with three heads (or three serpents intertwined), with a list of the states that had taken part in the war inscribed on the coils of the serpent. The golden bowl was carried off by the [[Phocis|Phocians]] during the [[Sacred War]]; the stand was removed by the emperor [[Constantine I of the Roman Empire|Constantine]] to [[Constantinople]], where it can still be seen in the [[Hippodrome of Constantinople|hippodrome]], the ''Atmeidan'', although in damaged condition, the heads of the serpents having disappeared. The inscription, however, has been almost entirely restored. Such tripods usually had three ears (rings which served as handles) and frequently had a central upright as support in addition to the three legs. Tripods are frequently mentioned by [[Homer]] as prizes in [[Athletic competition|athletic games]] and as complimentary gifts; in later times, highly decorated and bearing inscriptions, they served the same purpose. They were also used as dedicatory [[offering]]s to the gods, and in the dramatic contests at the [[Dionysia]] the victorious [[choregus]] (a wealthy citizen who bore the expense of equipping and training the chorus) received a crown and a tripod. He would either dedicate the tripod to some god or set it upon the top of a marble structure erected in the form of a small circular temple in a street in [[Athens]], called the ''street of tripods,'' from the large number of memorials of this kind. One of these, the [[Choragic Monument of Lysicrates]], erected by him to commemorate his victory in a dramatic contest in [[335 BC]], still stands. The form of the actual victory tripod, now missing from the top of Lysicrates' monument, has been variously rendered by scholars siince the eighteenth century. It is said by some scholars that the use of the dedicatory tripod is very ancient in use, and also may have some association with oracles and the afterlife. This being thought to be so, especially since the priestess of the Delphic oracle, was said to have sat in a trance on a tripod suspended over a pit of vapors while prophesying. The scholar [[Martin Litchfield West|Martin L. West]] writes that the sibyl at Delphi shows many traits of shamanistic practices, likely inherited or influenced from Central Asian practices. He cites her sitting in a cauldron on a tripod, whilst making her prophecies, her being in an ecstatic trance state, like shamans, and her unintelligible utterings. {{rf|1|West1}} According to Herodotus (The Histories, I.144), the victory tripods were not to be taken from the temple sanctuary precinct, but left there for dedication. ==Notes== *{{ent|1|West1}} [[Martin Litchfield West]], ''The Orphic Poems'', p.147. "The Pythia resembles a shaman at least to the extent that she communicates with her god while in a state of trance, and conveys as much to those present by uttering unintelligible words. [cf. Spirit Language, Mircea Eliade]. It is particularly striking that she sits on a cauldron supported by a tripod. This eccentric perch can hardly be explained except as a symbolic boiling, and, as such, it looks very much like a reminiscence of the initiatory boiling of the shaman translated from hallucinatory experience into concrete visual terms. It was in this same cauldron, probably, that the Titans boiled Dionysus in the version of the story known to Callimachus and Euphorion, and his remains were interred close by". ==References== * [[William Smith (lexicographer)|Smith, William]], ''[[A Dictionary of Greek and Roman Antiquities]]'', 1870, article on Tripos [http://www.ancientlibrary.com/smith&#x2D;dgra/1169.html] *[[Martin Litchfield West|West, Martin Litchfield]], ''The Orphic Poems'', Oxford, 1983. *Wilson, Peter, ''The Athenian Institution of the Khoregia: the Chorus, the City, the Stage'', 2000. (cf. Chapter V &#x2D; Monumentalising Victory, pp.198&#x2D; for discussion and plates of tripods as awards) [http://www.cambridge.org/uk/catalogue/catalogue.asp?isbn=0521542138] ==Quotations== * Herodotus, The Histories (ed. A. D. Godley), Book I.CXLIV: :"Just as the Dorians of what is now the country of the 'Five Cities'&#x2D;&#x2D;formerly the country of the 'Six Cities'&#x2D;&#x2D;forbid admitting any of the neighboring Dorians to the Triopian temple, and even barred from using it those of their own group who had broken the temple law. [2] For long ago, in the games in honor of Triopian Apollo, they offered certain bronze tripods to the victors; and those who won these were not to carry them away from the temple but dedicate them there to the god. [3] Now when a man of Halicarnassus called Agasicles won, he disregarded this law, and, carrying the tripod away, nailed it to the wall of his own house. For this offense the five cities&#x2D;&#x2D;Lindus, Ialysus, Camirus, Cos, and Cnidus&#x2D;&#x2D;forbade the sixth city&#x2D;&#x2D;Halicarnassus&#x2D;&#x2D;to share in the use of the temple. Such was the penalty imposed on the Halicarnassians." [http://www.perseus.tufts.edu/cgi&#x2D;bin/ptext?doc=Perseus%3Atext%3A1999.01.0126&#x26;layout=&#x26;loc=1.144]

Citazioni

Si raggruppano in questa sezione, per non appesantire il testo, le citazioni cui si riferiscono le note:

«[…] mai infatti, finora, su nave l'ampio mare percorsi / se non verso l'

Eubea

da Aulide

, dove una volta gli

Achei

/ aspettando la fine della tempesta, una vasta armata raccolsero, / dall'

Ellade

sacra contro

Troia

dalle belle donne; / là io per le gare in onore del forte Anfidamante / per

Calcide

m'imbarcai; in bando molti premi avevano posto di quel magnanimo i figli; là, io ti dico, / vincendo con un

inno

conquistai un tripode orecchiuto. / Lo consacrai alle

Muse

Eliconie

/ là dove dapprima mi iniziarono all'armoniosa poesia; / solo questa esperienza ho di navi molto chiodate; / ma, pur così, io ti dirò di

Zeus egioco

la mente, / ché le Muse m'insegnarono a cantare un inno meraviglioso.»


«92. In Grecia ci sono molti altri doni votivi di

Creso

, e non solo quelli che ho detto: a

Tebe

di

Beozia

un tripode d'oro, che dedicò ad Apollo

Ismenio

; a

Efeso

le vacche d'oro e la maggior parte delle colonne; nel tempio della Pronaia a Delfi un grande scudo d'oro. Questi doni votivi erano là ancora ai miei tempi; altri andarono persi.

144. Infatti, in antico nei giochi di Apollo

Triopio

destinarono ai vincitori tripodi di bronzo, ed era obbligo che chi li ottenesse non li portasse via dal santuario, ma li dedicasse, appunto lì, al dio.»

(Erodoto, Storie, I, 92 e 144)

«59. Vidi del resto anch'io di persona lettere

cadmee

, nel santuario di Apollo Ismenio, in Tebe dei Beoti, incise su tre tripodi e per lo più simili a quelle ioniche. E uno dei tripodi ha una iscrizione: «Mi dedicò Anfitrione ritornando dai

Teleboi

».

60. Un altro tripode dice in verso

esametro

: «Sceo, avendo vinto gareggiando nella lotta, mi dedicò a te, al lungisaettante Apollo, come dono stupendo».

61. Un terzo tripode dice, anche questo in esametri: «Laodamante in persona, quand'era re, dedicò a te, ad Apollo che raggiungi il segno, il tripode, come dono stupendo».»

(Erodoto, Storie, V, 59-61)

Note

cite-note-11. È il caso di notare che, per una mwxgnota proprietà d'incidenza della mwxwgeometria euclidea, il supporto a tre piedi è l'unico in grado di garantire la mwyacomplanarità dei punti di appoggio.
cite-note-22. mwzamwzqLe opere e i giorni, 650-662; in mwzgEsiodo, mwzwOpere, traduzione e cura di Graziano Arrighetti, Milano, Mondadori, 2007. Una traduzione inglese è disponibile in rete a questo indirizzo: mw0a(mw0qmw0gEN) Hesiod, mw0wmw1aWorks and Days, su mw1qomacl.org, 2 giugno 2017 mw1g(archiviato dall'mw1wurl originale il 2 giugno 2017).
cite-note-33. L'occasione era il rito funebre di mw2wAnfidamante, re di mw3aCalcide, morto nella mw3qguerra lelantina. La circostanza, oltre a fornire uno dei pochi agganci cronologici certi nella vita del poeta, ha anche dato spunto a quella tarda tradizione che si vedrà trasfusa, in epoca tarda, nell'mw3gmw3wAgone di Omero ed Esiodo.
cite-note-44. Cfr., ad es., mw4wErodoto, mw5amw5qStorie, V, 61; mw5gmw5wmw6aqui, su mw6qdariosoldani.interfree.it, 14 gennaio 2012 mw6g(archiviato dall'mw6wurl originale il 14 gennaio 2012).
cite-note-55. Walter Burkert, mw7wHomo Necans (1982) tradotto da Peter Bing (University of California Press) 1983, p. 121 e relativo apparato bibliografico.
cite-note-gruppoarcheologicokr-it-66. mw9qGiuseppe Celsi, mw9gmw9wIl tripode, simbolo di Kroton e di Crotone. Interpretazioni e significati, in mw-aGruppo Archeologico Krotoniate, 7 marzo 2021. mw-qURL consultato il 30 ottobre 2021.
cite-note-77. mw-qGiuseppe Celsi, mw-gmw-wErcole, Miscello, Apollo Pizio e la fondazione di Crotone, in mwaqaGruppo Archeologico Krotoniate, 16 marzo 2020. mwaqeURL consultato il 1º settembre 2021.
cite-note-88. mwaquGruppo Archeologico Krotoniate, mwaqymwaqcIl culto e i Santuari di Apollo a Kroton, in mwaqgGruppo Archeologico Krotoniate, 1º aprile 2020. mwaqkURL consultato il 1º settembre 2021.
cite-note-99. mwaq0Martin Litchfield West, mwaq4The Orphic Poems, p.mwaq8 147: mwaremwari«Nella misura in cui ella comunicava con il suo dio in uno stato di mwarmtrance, tanto nel suo rivolgersi agli astanti a mezzo di parole incomprensibili, la Pizia rassomiglia a uno mwarqsciamano [cfr. mwaruMircea Eliade, mwarySpirit language]. Colpisce poi il fatto che ella sieda su un calderone retto da un tripode. Un così eccentrico trespolo non trova facile spiegazione se non in una bollitura mwarcsimbolica che, come tale, si avvicina molto a una reminiscenza della bollitura di mwarginiziazione dello sciamano, trasferita dall'esperienza allucinatoria a termini di concretezza visiva. Era nello stesso recipiente, probabilmente, che, nella versione del mito nota a mwarkCallimaco e mwaroEuforione, i mwarsTitani bollirono mwarwDioniso per sotterrarne i resti in quelle vicinanze».
cite-note-1010. Erodoto, mwasaStorie, I, 144; mwasemwasimwasmqui, su mwasqdariosoldani.interfree.it, 30 giugno 2007 mwasu(archiviato dall'mwasyurl originale il 30 giugno 2007).

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Collegamenti esterni

• mwass Il mwaswMonumento Coragico di Lisicrate e mwas0la strada dei tripodi ad mwas4Atene (alcune fotografie dallo stesso sito: mwas8).